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Il futuro di Microsoft nei chip riprogrammabili

Il futuro di Microsoft nei chip riprogrammabili, un progetto molto coraggioso, che Steve Ballmer non voleva avviare e che Satya Nadella considera invece indispensabile.

Il tema è molto interessante: qualche anno fa un ingegnere di Microsoft, da poco impiegato nell’azienda, si è presentato a Steve Ballmer, spiegando l’urgenza di costruire processori di nuova generazione, che si potessero riprogrammare a seconda delle esigenze dei clienti.

Si trattava di Doug Burger, che cercava di far capire a Ballmer come i giganti del web stessero prendendo una nuova strada, con nuovi comportamenti, tra cui quello di utilizzare sistemi operativi propri e algoritmi con strutture di software proprietarie per la gestione dei server: una nuova tendenza che rendeva indispensabile da parte di Microsoft intraprendere la costruzione di microchip che rispondessero al nuovo mercato, riprogrammabili a piacere dall’utente, completamente flessibili e da utilizzare secondo nuovi paradigmi.


Stranamente, Steve Ballmer non gradì per niente quell’idea, rispondendo che la mission di Microsoft non era quella di realizzare hardware, ma software.

A supporto di Burger venne Qi Lu, il capo di Bing, che svelò al grande capo che in realtà il progetto Catapult era già stato avviato da due anni ed era una strada da cui non si poteva tornare indietro.

Suo malgrado, Ballmer si piego all’evidenza, senza gradire però la direzione presa. A distanza di qualche anno, arrivano Field Programmable Gate Arrays, ovvero FPGA, quelli che il nuovo capo Satya Nadella considera indispensabili perché Microsoft tenga il passo con il futuro.

Lavorano in collaborazione con l’intelligenza artificiale, svolgono in 23 millisecondi le operazioni che i vecchi processori facevano in 4 secondi.

I nuovi processori FPGA supportano pienamente Azure, la soluzione Cloud di Microsoft e rappresentano una delle soluzioni più avanzate del mercato per il mondo dei server, se non la migliore in assoluto.

Microsoft al momento spende tra i 5 e i 6 miliardi all’anno per l’hardware necessario ad alimentare i propri servizi; ecco perché la costruzione di soluzioni per il futuro può anche essere un vantaggio economico per il gigante di Redmond.

La leggenda narra che l’architettura dei nuovi chips sia stata disegnata in meno di cinque dentro uno starbucks, la vigilia di Natale, da un ingegnere chiamato Putnam.

Il software corre molto più veloce dei processori: la vecchia legge di Moore, secondo cui ogni 18 mesi le CPU raddoppiano la loro potenza pare superata e la crescita dell’hardware non riesce più a tenere il passo di quella dei programmi.

I nuovi processori paiono essere la risposta a questo problema e potrebbero essere la gallina dalle uova d’oro per Microsoft. Steve Ballmer non li voleva costruire.

Il primo prototipo dei processori FPGA riusciva a far girare gli algoritmi di Bing ad una velocità 100 volte superiore rispetto ai processori in quel momento in uso per far funzionare il motore di ricerca.

Ne sono state realizzate diverse versioni, fino a che gli ingegneri di Bing hanno riconosciuto la loro efficienza e a quel punto il motore di ricerca ne ha pagato lo sviluppo fino al punto a cui siamo arrivati oggi.

Funzionerà? Secondo gli esperti, questa è la tecnologia su cui Microsoft potrà basare il proprio futuro fino al 2030.

E Steve Ballmer non la voleva sviluppare. Così, per dire…

 

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1 commento

  1. Simone83

    27 settembre 2016 alle 11:49

    Steve Ballmer era quello che definì così l’iphone nel 2007…

    “Cinquecento dollari? Sovvenzionato da un contratto? Ho detto che è il telefono più costoso del mondo e non è interessante per i clienti business perché non ha una tastiera, che non ne fa una macchina valida per l’e-mail. Potrebbe vendere bene oppure no, cioè, noi abbiamo la nostra strategia, abbiamo oggi sul mercato degli ottimi dispositivi Windows Mobile. Puoi avere un telefono Motorola Q adesso per 99 dollari, è una macchina molto capace, gestisce musica, gestisce Internet, gestisce l’e-mail, gestisce la messaggistica istantanea. Per cui lo guardo e dico, beh, mi piace la nostra strategia. Mi piace molto. […] In questo momento stiamo vendendo milioni e milioni e milioni di telefoni l’anno. Apple sta vendendo zero telefoni l’anno. Fra sei mesi avranno il telefono di gran lunga più costoso di sempre sul mercato e vedremo, come si dice? Vedremo come va la concorrenza […].”

    Così…per non dimenticare… e farsi un’idea della lungimiranza del personaggio…

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