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Instrumental rivela perché esplodeva il Galaxy Note 7

Le conclusioni non sono quelle ufficiali di Samsung

Instrumental rivela perché esplodeva il Galaxy Note 7 e la notizia ha dell’incredibile, perché dopo aver accusato le batterie, quindi aver pensato ai circuiti di controllo delle batterie stesse, infine aver costruito teorie complottiste su interventi degli extraterrestri, ecco una motivazione che forse mai ci saremmo aspettati: il colpevole è il design.

Sì, avete letto bene: il design del Galaxy Note 7 era così aggressivo e gli spazi sfruttati in modo così estremo da non lasciare alcuno spazio di aria all’interno e non permettere alcun tipo di espansione volumetrica dei componenti.

Bisogna però mettere bene in evidenza un dettaglio: questa non è la risposta di Samsung, perché l’azienda sta ancora indagando sulle ragioni delle esplosioni e delle fiamme capitate su alcuni modelli in circolazione nel mese di agosto e settembre.

Io continuo a chiedermi perché all’improvviso abbiano smesso di prendere fuoco, visto che non tutti i prodotti sono stati riconsegnati e in giro per il mondo c’è ancora qualche temerario che non si è rassegnato a riconsegnare il proprio telefono. Ma questo è altro tema.

Torniamo invece alle considerazioni di Instrumental, società specializzata nella riparazione di apparati elettronici: gli esperti della società hanno smontato diverse unità di Galaxy Note 7 e sono arrivati alla conclusione che semplicemente non c’era abbastanza spazio per eventuali errori o comunque per la natura espansione volumetrica di alcuni componenti che avviene soprattutto con il calore e durante il processo di ricarica.

In realtà le motivazioni possono essere diverse: la batteria è incredibilmente sottile, potrebbero essere state ridotte le dimensioni dei separatori che dividono i poli positivo e negativo, con un conseguente rischio in caso di forte pressione.

Durante la carica, poi, le batterie possono arrivare ad una variazione del volume fino al 10%, ma nel caso del note non c’era alcuno spazio per questa espansione perché la tasca per la batteria era sfruttata con una precisione nanometrica.

Ecco un’osservazione rilasciata dopo lo smontaggio:

Looking at the design, Samsung engineers were clearly trying to balance the risk of a super-aggressive manufacturing process to maximize capacity, while attempting to protect it internally, Samsung took a deliberate step toward danger, and their existing test infrastructure and design validation process failed them.

Sarà davvero questo il motivo? Diciamo che è verosimile, ma vorrei sentire la versione ufficiale e definitiva di Samsung.

4 Comments

  1. Thomas Lucchetti

    6 dicembre 2016 alle 11:01

    Visto che l’ho scritto fin dal primo momento posso chiedere di essere assunto da loro?

  2. Dario

    6 dicembre 2016 alle 11:07

    È già alquanto bizzarro che Samsung non abbia dato ancora alcuna spiegazione ufficiale. E il motivo credo di saperlo: mi sa che costoro abbiano ragione. Samsung aveva fretta di arrivare prima di Apple sul mercato, quindi test condotti all’acqua di rose e approssimativi.
    Un po’ difficile da spiegare una cosa del genere all’utenza senza farsi lanciare i pomodori.

  3. Ema

    6 dicembre 2016 alle 13:17

    Che tristezza se penso che ancora uso come secondo smartphone un Note 3 e funziona ancora egregiamente . Mi domando ora come Samsung farà a piazzare un futuro Note 8 dopo tutta questa pubblicità negativa che si è creata con il totale fallimento del Note 7?!

    • Simone83

      7 dicembre 2016 alle 12:32

      Cambiando nome al dispositivo… Samsung Pen e passa la paura.. E poi sottovaluti un aspetto della gente no indifferente: il fatto che abbia la memoria corta… La dimostrazione è la facilità con cui politici che hanno fatto disastri enormi e/o nn mantenuto una fava di ciò che hanno promesso in campagna elettorale, vangano nel giro di pochissimo tempo, ripresi in considerazione e rieletti!!!

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