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La bizzarra esperienza di un cliente TIM Fibra a 200 mega

Cronaca surreale della comunicazione con il call center

La bizzarra esperienza di un cliente TIM Fibra a 200 mega, ve la racconto perché le avventure di Fantozzi al confronto sembrerebbero banali.

Chi legge Mister Gadget ormai lo sa: gli operatori telefonici sono i miei migliori amici. Ho un’insana passione per le forme di masochismo, ma anche il desiderio di conoscere meccanismi e procedure della aziende che si occupano di comunicazione e quindi spesso mi trovo a dialogare con loro.

Per scelta, evito la classica scorciatoia tipica del giornalista, ovvero chiamare l’ufficio stampa per farsi aiutare e preferisco soffrire in prima persona, chiamare numeri da cui rispondono da luoghi misteriosi e che ogni volta offrono risposte molto fantasiose.

TIM Fibra 200 Mega: l’offerta che arriverà ovunque

Quella che sta per arrivare nelle nostre case è una nuova soluzione, resa possibile dal nuovo “vectoring”, che ottimizza la spedizione dei dati su rete tradizionale e che ci porta in teoria fino ad una velocità massima di 300 mbps sul vecchio doppino di rame, collegato alle centraline “stradali”, che invece dialogano tra loro con la fibra ottica.

Non è la fibra che arriva direttamente nelle vostre case, la famigerata FTTH Fiber To The Home, ma siamo ancora alla soluzione FTTC Fiber To The Cabinet, cioè la fibra che arriva alle scatolette che vedete per strada (che adesso sono anche veicoli pubblicitari) e poi da lì il vecchio e amato cavetto del telefono porta le magie della rete (e YouPorn) a casa vostra, nel vostro ufficio o dove avete deciso di mettere il modem.

Una soluzione che un po’ alla volta verrà distribuita in tutta Italia, anche nei posti dove la fibra super veloce, quella da 1 gb, la porteranno quando non si userà più internet per distribuire le informazioni, perché tutto il mondo moderno sarà passato alla trasmissione telepatica.

In realtà, credo che gli operatori accelereranno “di brutto” nei prossimi mesi, perché l’incubo della rete internet attraverso quella elettrica ormai è all’orizzonte e tutte le nostre case sono già cablate, per cui semplici da raggiungere.

Tim Fibra 200 Mega: perché parlo di bizzarra esperienza

Qualche tempo fa ho letto che la rete a 200 mbps è arrivata a casa mia, dove la qualità del collegamento a 100 mbps è peggiorato drasticamente, passando da un allineamento a 100 mbps a quello attuale da 60 mbps, quasi la metà della velocità promessa.

Il mio pensiero di uomo di strada è semplice: se a 100 mbps mi arrivano 60 mbps scarsi, con l’attivazione dei 200 mbps dovrei arrivare un po’ più su dei 100 mbps. Che dite, il discorso fila?

Partendo da questa premessa, nel mese di settembre ho chiamato il 187 e ho chiesto lumi su come e quando la nuova offerta a 200 mbps sarebbe arrivata nella mia zona, ma soprattutto il costo del servizio.

La risposta è stata semplice ed esauriente

La rete a 200 mbps arriverà entro il 30 settembre, lei non dovrà fare niente, se non spegnere e riaccendere il modem dopo quella data per ri-allineare la rete. Il costo non cambia, l’upgrade è automatico.

Prendo la mia bella risposta, la porto a casa e aspetto con pazienza il 30 settembre, Per sicurezza attendo altri due giorni, perché non si sa mai.

Spengo e riaccendo il modem. Succede niente. Vabbè, saremo un po’ in anticipo: dopo qualche giorno riprovo. Niente. Sono passati 18 giorni dalla data prevista, provo a chiamare. Faccio il 187 e dopo qualche minuto mi rispondono, credo da Roma.

Chiedo aggiornamento sull’upgrade automatico della velocità di collegamento e la risposta è lapidaria.

L’upgrade non è automatico, stiamo elevando la velocità in automatico solo per chi ha la 50 mega e che adesso avrà la 100. Per accedere al servizio a 200 mbps deve fare richiesta, il costo è lo stesso, ma deve cambiare il modem.

Non so “se mi sono capito”: tutte le informazioni date la prima volta sono totalmente sbagliate. Niente aggiornamento automatico, il modem non è lo stesso, bisogna fare richiesta.

E fino a qui tutto bene, ma c’è un’altra cosa molto divertente: per immettere i miei dati “nei sistemi” ci sono voluti ben 24 minuti di telefonata., Secondo l’operatore, quando si deve aprire il sistema per la fibra ci vogliono molti minuti, a seconda del servizio che viene modificato il tempo cambia. Per la sola voce la scheda si apre subito, per ADSL ci vuole un po’ di più, per la fibra il tempo non si conta. Ma la domanda è: come è possibile che un gestionale chieda 10 minuti per aprire una scheda?!?

Tim Fibra 200 Mega: vediamo quanto ci vuole per attivarla

Alla fine dei 24 minuti di telefonata, ho scoperto che riceverò un nuovo modem, ma non è possibile decidere dove spedirlo, non si può avere un numero di tracking della spedizione, non si può avere una data certa dell’arrivo, né dell’arrivo del modem stesso.

Chi vivrà vedrà. Ma i francesi, tra una scalata e l’altra non potrebbero fare qualcosa per portare i nostri servizi al livello che di solito viene offerto nei posti civili?

AGGIORNAMENTO: è arrivato il modem nuovo. La linea continua ad andare a 90 mb come se non avessi fatto l’upgrade… vabbè… ciao…

8 Comments

  1. Tiziano Mattei

    20 ottobre 2017 alle 12:51

    Francesi?

  2. Dario

    20 ottobre 2017 alle 13:17

    Lato mobile non ce la passiamo neanche così bene. Giusto ieri ho lasciato una recensione su App Store riguardo l’app MyTim, chiedendomi come possa un simile colosso delle telecomunicazioni presentarsi con un’app del genere nel 2017.
    E’ la stessa identica app che utilizzavo nel 2014 quando lasciai Tim. Sono “ritornato all’ovile” nel 2017 con un’offerta parecchio vantaggiosa, e mi ritrovo un’app dalla grafica ferma a iOS 6, piena di bug e che nove volte su dieci non funziona. Sembra una di quelle app farlocche sul monitoraggio e miglioramento delle prestazioni della batteria abbandonate da un lustro dagli sviluppatori dopo che buona parte degli utenti si è resa conto che non facevano nulla di quel che promettevano.
    L’app MyTim non può essere utilizzata sotto rete Wi-Fi immettendo le proprie credenziali: resta piantata con la rotellina che gira in eternità. Funziona, e neanche sempre, solo con rete dati.
    In pratica nel 2017 consultare il mio credito e quel che rimane del mio piano dati mi tocca accedere da browser o chiamare il 40916 come facevo nel 1999.
    Ma davvero un colosso del genere non può dare un paio di migliaia di euro ad uno sviluppatore degno di questo nome?
    E a proposito di assistenza clienti: ancora non hanno attivato sulla mia linea i 10 GB che avrebbero dovuto aggiungersi agli altri 10 di Tim Ten Go, e da due giorni Tim ha fatto di me una pallina da ping pong, con il 119 che mi invita a recarmi nel centro Tim in cui ho attivato l’offerta e il centro Tim che mi invita a chiamare il 119.
    Il tutto, per onestà intellettuale, è bilanciato da una qualità di rete a dir poco eccellente, ma quell’app grida vendetta, ne ho fatto un chiodo fisso ormai. Ma nemmeno il più scalcagnato degli operatori virtuali presenterebbe una roba del genere su App Store o sul Play Store.

  3. Trhistan

    20 ottobre 2017 alle 13:26

    È un po’ anacronistico come concetto, ma andrebbero presi tutti a cinghiate.

  4. Proof

    20 ottobre 2017 alle 14:53

    Caro Luca
    questa e l’importanza che da tim al cliente ,il servizio penoso postvendita.
    @Dario,molto probabilmente lo sviluppatore dell’app. e il cugino del presidente 😉

    • Dario

      20 ottobre 2017 alle 15:09

      Ahahahahaha! Effettivamente ho pensato anch’io che per non essere stato ancora cacciato un simile sviluppatore deve avere proprio dei bei santi in paradiso.
      Forse è il figlio dell’AD di Vodafone che cerca di sabotare la concorrenza 😀

  5. Tiziano Mattei

    21 ottobre 2017 alle 16:57

    Scusa se non ho fatto 1+1

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