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La diffusione dei prodotti Apple in USA è da capogiro!

La diffusione dei prodotti Apple in USA è da capogiro! In ogni casa americana ci sono 2,6 prodotti con la mela, con una penetrazione incredibile.

I numeri sono quelli di una ricerca di CNBC, in realtà non freschissima perché realizzata nel 2012, quando il numero era quello che vi ho indicato poco fa:  in ogni singola abitazione a stelle e strisce c’erano quasi tre prodotti realizzati da Cupertino.

In realtà, con la diffusione ancora più massiccia del suo portfolio negli ultimi anni, quel numero è cresciuto ulteriormente e si incrocia oggi con un altro dato impressionate: il 64% degli americani ha almeno un prodotto Apple.

La diffusione dei prodotti Apple in USA è quasi un atto patriottico

Non c’è dubbio che la provenienza americana dell’azienda incida molto, con una sorta di orgoglio nazionale per tutto ciò che ha una mela morsicata sopra. Di certo. il solo patriottismo non basterebbe per maturare numeri del genere, mentre molto fa il livello di soddisfazione medio degli utenti, che è sempre su livelli altissimi.

Ma c’è di più: il dato più clamoroso di questa ricerca sta nella composizione demografica dei possessori di dispositivi Apple: non c’è differenza di età, sesso, razza o religione. L’unica discriminante è forse la condizione economica, ma non è così importante come si potrebbe pensare!

La diffusione dei prodotti Apple in USA, ecco un dato da paura!

La classe sociale più indigente possiede comunque almeno un prodotto di Cupertino, mentre coloro che appartengono alle classi sociali più abbienti, hanno dentro casa… 4.7 dispositivi!!!

Avete letto bene. In pratica, gli americani più abbienti hanno tutto il catalogo disponibile.

Di tutti gli apparati che si possiedono, lo smartphone viene considerato il più utile e produttivo, ma non era difficile immaginare che la valutazione fosse questa.

Si parla molto del mercato cinese, come molto importante per le sorti dell’azienda, che potrà avere ulteriori impulsi e spinte per lo sviluppo da quello indiano, ma è innegabile che il mercato di casa sia fondamentale per Tim Cook & Friends.

6 Comments

  1. Mauro

    11 ottobre 2017 alle 15:49

    Infatti, prima o poi finirà la diceria che l’iphone è un telefono per abbienti, benestanti, ricchi e via dicendo. Con le rate da 20 barra 30 euro al mese anche i profughi ciabattanti se lo possono permettere.

  2. Marco

    12 ottobre 2017 alle 8:16

    I numeri di una ricerca del 2012, specie non mettendo un link verso la fonte, lasciano il tempo che trovano.
    La condizione economica non è una discriminante e “la classe sociale più indigente possiede comunque almeno un prodotto di Cupertino”?
    Quelli alla base della catena alimentare, specie se neri/ispanici, o autoctoni residenti nelle aree rurali, a malapena sanno chi sia Tim Cook.
    Di americhe ne esistono 2: di sicuro tra coloro che abitano le aree metropolitane, complici anche prezzi ben diversi da quelli che dobbiamo sborsare noi, i prodotti Apple la fanno da padrone, ma fuori di lì c’è gente che si limita, e non sempre, a campare, altro che indigenti (per tacere dei “profughi ciabattanti” tirati in ballo nell’inclassificabile commento qui sopra) con l’iPhone.
    Apple è e sarà sempre più un prodotto che fa “status”, alla faccia del patriottismo, e il fatto che molta gente pur di apparire con un loro prodotto in mano è disposta a mangiare pane e cipolla, è argomento da gabinetto di analisi più che da sito che si occupa di tecnologia.

    • Mauro

      12 ottobre 2017 alle 11:17

      Giovanotto, guarda che in Italia, ti ripeto in Italia, un profugo (hai presente il gesto che faceva Luca Toni quando segnava) che sta fuori al supermercato a portarti la spesa in macchina, 20 o trenta euro al giorno se li fa per pagarsi una rata di iphone. Tu che sai tutto, forse questa cosa non l’hai capita e allora te lo spiego io: l’iphone è l’unica cosa che permette, ad un povero morto di fame, di affrancarsi, quando lo usa oppure lo espone, dalla sua condizione perchè è un oggetto che se lo possono permettere ormai tutti, sia i ricchi che i poveri in canna.
      PS: l’aggettivo “inclassificabile”, caro Marco, te lo tieni per te perchè io non ti ho chiesto di giudicare il mio commento, come io non mi permetto di apostrofare quelli altrui.
      …ahh dimenticavo, caro Marco, se una persona qualsiasi vuole mangiare pane e cipolla per comprarsi iphone X saranno o no cavoli suoi???

  3. Supercrispo

    12 ottobre 2017 alle 12:00

    Mauro e Marco, sarebbe utopico da parte mia chiedere di tenere fuori da queste pagine politica e sopratutto litigi?
    Frequento il blog di Luca da anni e lo trovo un ambiente confortevole, educato e serio…come il suo curatore 🙂
    Sarebbe bello se il tono della discussione/confronto mantenesse il livello che Luca stesso ha contribuito a creare; poi se volete insultarvi fate pure, ma sarebbe un peccato 😉

    Coraggio, ora fate la pace! 😀

    • Marco

      12 ottobre 2017 alle 15:58

      Zero problemi da parte mia (non ho nemmeno risposto alla replica), anche perchè rileggendolo non vedo comunque traccia di politica nel mio commento e neppure termini maleducati/offensivi rivolti al titolare del sito o a chiunque altro: le mie erano solo considerazioni in termini generali, ma se non sono considerate in sintonia coi toni di questo sito, che anch’io considero di livello superiore rispetto allo standard e per questo frequento, chiedo venia e mi ritiro in buon ordine.

      • Supercrispo

        12 ottobre 2017 alle 16:02

        Tranquillo Marco, ovviamente la mia non era una tirata d’orecchie a nessuno, ci mancherebbe! 🙂
        Volevo solo calmare gli animi prima che si scaldassero, tutto qua 😉

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