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Made by Google, qualche considerazione del giorno dopo

Come accoglierà il mercato i nuovi prodotti?

Dopo l’invasione di prodotti di Made by Google, qualche considerazione del giorno dopo su tutto ciò che abbiamo visto ieri nella presentazione ufficiale e che presto troveremo sui diversi mercati, con l’Italia in seconda fila rispetto a quelli principali.

Made by Google: l’invasione dell’intelligenza artificiale

Ier il grande capo di Google, che da qualche anno guida lo sviluppo dell’azienda, Sundar Pichai, ha messo subito le cose in chiaro:

Nel nostro futuro noi vediamo un mondo “AI FIRST”

L’intelligenza artificiale davanti a tutto, non c’è prodotto nel nostro futuro che non passi da questo assunto. Che poi l’intelligenza artificiale risponda davvero ai nostri bisogni è tutto da vedere, perché potrei fare una lista infinita di domande, che io oggi pongo al mio Google Home  e che non trovano risposta; penso che la vera sfida per il domani passi dalla capacità di elaborare il linguaggio naturale, più di quanto si faccia oggi.

Ieri il capo della divisione che sviluppa Google Home, ovvero Rishi Chandra, ha annunciato una nuova direzione di sviluppo, quella dell’interazione con i bambini, il cui linguaggio è più complicato da decifrare, ma siamo ancora lontani dalla capacità di elaborazione del cervello umano.

Perché è vero che Google Home  è in grado di proiettare le immagini della vostra webcam Nest sulla vostra Chromecast, ma voi dovete conoscere il comando che dovete impartire; come sarà  mai possibile imparare le frasi esatte o sapere quali delle infinite combinazioni di parole sono codificate da Google?

Be’, ovvio, sarà l’intelligenza artificiale ad abbinare le frasi del linguaggio naturale al linguaggio macchina, ma quanto tempo ci vorrà? E soprattutto, non rischiamo che provando oggi l’esperienza, un utente medio si scoraggi e lasci perdere?

Made by Google: la nuova Google Home Mini invaderà il mercato

Tra i prodotti visti ieri, trovo che ci sia stato molto “esercizio” di stile, mentre solo uno tra gli oggetti presentati spaccherà il mercato, ovvero Google Home Mini che con i suoi 49 dollari di costo (55 euro?) sarà un best buy, anzi diventerà un must.

Io già vedo la mia casa con un’unità per ogni stanza per accendere e spegnere le luci, per ascoltare la radio, fare telefonate, fare ricerche su Google e ottenere molte delle informazioni che di solito chiedo al telefono, ma con la voce e senza l’uso delle mani.

Al prezzo di 50 euro se ne può comprare una ogni tanto, per arrivare alla copertura completa della casa, così da regalare a Google ancora più dati sulle nostre abitudini. Ma ormai il nostro destino è questo e la corsa delle aziende è proprio quella a presidiare la nostra vita in quante più forme possibile per carpire il maggior numero di informazioni sulle nostre abitudini, i nostri gusti e le nostre azioni.

D’altro canto, tutti quei dati sono necessari perché la tecnologia evolva, imparando da chi la usa, una specie di spirale “uovo/gallina” da cui sarà difficile liberarsi.

Made by Google: il Pixel 2 sarà un best seller?

Dubito. Perché ha prezzi molto alti, una distribuzione limitata e un ritmo di produzione molto basso. Ma questo non vuol dire che la qualità sia bassa, tutt’altro. Questo è uno smartphone tra i migliori del mercato, ma rimane secondo me una proposta di nicchia.

Il design mi piace molto ma preferisco le proposte “XL”, quelle con un colore solo sul retro, mentre le versioni dual color non mi fanno propriamente impazzire.

Non vedo l’ora di provare la fotocamera, che promette vere meraviglie: il punteggio di 98, concesso da DxOMark non è cosa da poco, è il record assoluto tra gli smartphone in circolazione e sbaraglia la concorrenza, con un distacco che è quasi un’umiliazione.

Ho invece qualche dubbio in più su Google Lens, ovvero Now On Tap con un nome nuovo, perché non c’è una sola occasione in cui ho trovato utile l’opzione, può essere dovuto al fato che da noi le informazioni sono meno ricche e complete.

Il prezzo rimane un ostacolo importante, così come arrivare dopo iPhone X credo sia un errore strategico importante, perché posizionati a quasi 900 euro i nuovi smartphone di Google sono competitor diretti nella stessa fascia di mercato.

Ovviamente, quando dico “dopo iPhone X” mi riferisco alle tempistiche italiane, perché da noi il telefono uscirà “più tardi” senza un’indicazione precisa delle date.

Non vi parlo nemmeno del Pixelbook, perché è un esercizio di stile, che credo non arriverà nemmeno sul mercato.

Ma in tutto questo, a voi cosa piace?

 

9 Comments

  1. Alberto

    5 ottobre 2017 alle 15:25

    Ciao, i telefoni sono troppo cari, secondo me la strategia è sbagliata, contenti loro…..
    Penso invece che le cuffie che traducono in tempo reale questa estate le vorranno in molti, oltre a me….
    Rinnovo i miei complimenti, buon lavoro/divertimento.

  2. Corrado

    5 ottobre 2017 alle 16:21

    credo che nell’anno di s8 – V30 – Iphone X
    non ci sia spazio per i pixel
    hanno smesso di avere un senso da nexus 5, solo a quel prezzo potevano avere una logica di mercato “nerd” ma a 900 € non credo proprio, forse in USA dove il brand google è forte, ma non qui

  3. Thomas

    5 ottobre 2017 alle 20:54

    “ormai il nostro destino è questo”…no, è il destino di chi sceglie la pigrizia, di chi pensa che siano cose fighe .
    Per me cose come Google now, siri ecc sono cagate e basta.
    Regalare la propria vita per cosa? Per non usare la tastiera?

    • Mister Gadget Team

      5 ottobre 2017 alle 22:22

      Perché se usi la tastiera cosa cambia?

    • Matteo

      5 ottobre 2017 alle 23:48

      La penso come te…io non do niente in pasto ai colossi…le mie foto a nessuno, i miei dati a nessuno o quasi, sincronizzazioni e posizioni col cavolo…sono tecnologico ma non voglio diventare loro schiavo, perchè alla fine si diventa manovrati da loro

  4. Mauro

    5 ottobre 2017 alle 22:01

    Home, Alexa e varie, faccio mio l’aggettivo del lettore Thomas, sono delle cagate che compri solo per il gusto di comprare. Il classico prodotto creato per indurre all’acquisto di una cosa, al momento, superflua ma sopratutto inutile. Costa poco, si dai per 35 – 40 euro proviamolo. Poi lo porti a casa, lo usi, bello dai, e dopo un paio di giorni sta lì sul tavolino a fare da inutile soprammobile. “Alexa accendi la luce”…ma dai!!!

  5. Marco

    6 ottobre 2017 alle 9:11

    I prodotti home mi lasciano in generale del tutto indifferente e considerando che a livello di sicurezza sono spesso dei veri e propri colabrodo, non ho alcuna voglia di tirarmene in casa uno.
    Il Pixel che arriverà in Italia è un oggetto decisamente interessante ma, come nel caso di iPhone X, l’ipotetico valore aggiunto non giustifica il prezzo richiesto, per cui penso che a Gennaio andrò di iPhone 8 Plus e stop.

  6. Anto

    6 ottobre 2017 alle 18:49

    Funzioneranno molto bene immagino, forse pure i migliori, chi lo sa? Pero’ esteticamente sono bruttini a mio avviso. Devo dire che iphone X e’ piu bello (anche se la doppia fotocamera posteriore in verticale non e’ sta gran bellezza).

  7. Alessandro

    8 ottobre 2017 alle 21:44

    Personalmente penso che Google con alcune di queste nuove funzionalità/prodotti abbia fatto centro: le cuffie che traducono simultaneamente sono un’innovazione eccellente, varie funzionalità dei pixel (squeeze, now listening che riconosce la canzone quando lo smartphone è bloccato, AI in generale) le reputo molto smart, sicuramente più delle inutili animoji dei nuovi iPhone sulle quali è stata fin troppa attenzione… peccato davvero per il prezzo perché l’hardware mi sembra costi di meno rispetto ai diretti concorrenti… veramente troppi quasi 1000€, così come sono uno sproposito gli oltre 1100€ per iPhone X!

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