Le acque sembrano di nuovo agitate proprio nel giorno della scadenza della proroga

Oggi è il 19 agosto 2019, chi di voi non ha esagerato con l’aperitivo ieri, potrebbe saperlo senza bisogno di Mister Gadget: cosa succede tra Huawei e USA, ora che scade la proroga di 3 mesi concessa a giugno?

Diciamo subito una cosa che non lascia dubbi: chi oggi vi dà una risposta alla domanda, con una proiezione a lungo termine su questa vicenda, scrive il falso.

Allo stato attuale delle cose è impossibile capire che cosa stia davvero succedendo tra USA e Huawei e il recente lancio di HarmonyOS ci dice che forse non è tutto così tranquillo come sembra.

(aggiornamento) Il dipartimento per il commercio americano ha prorogato di altri 90 giorni la deroga per Huawei che può operare con le società americane, ma rimane inserita nella entity list.

Breve riassunto delle puntate precedenti

A dicembre 2018 il Canada arresta la figlia del fondatore di Huawei, su richiesta degli Stati Uniti; una vicenda complicata, intricata con mille sfaccettature, che si riassumono con l’accusa di aver lavorato con l’Iran, paese nella lista dei nemici USA.

A maggio, dopo mesi di turbolenze tra USA e Cina, Trump ordina alle aziende americane di interrompere ogni relazione commerciale con Huawei, considerata una minaccia per la sicurezza nazionale.

Huawei viene inserita nella cosiddetta entity list, un elenco delle aziende a cui il dipartimento per il commercio americano impedisce di fare business con società di base negli Stati Uniti.

Le diverse aziende a stelle e strisce che fanno affari con Huawei si affrettano a far sapere che non lavoreranno più con il colosso cinese, curiosamente lo fanno anche alcune società inglesi, come ARM.

La proroga

Il 19 maggio del 2019 arriva ufficialmente una proroga di 90 giorni del governo americano, che i più considerano un aiuto alle aziende di casa, piuttosto che una concessione a Huawei.

Secondo gli analisti Made in USA, i 90 giorni servivano alle aziende per consegnare ordini già ricevuti e non avere danni commerciali immediati.

A margine del G20, il presidente Americano annuncia (dopo aver parlato con il suo omologo cinese) che le attività con Huawei erano di nuovo ammesse, a patto che non ci fossero rischi per la sicurezza nazionale americana.

Per i più, storia chiusa. Non è esattamente così.

A quanto oggi verrà accordata una seconda proroga di 3 mesi, come viene indicato da Reuters che cita due diverse fonti nel riportare le notizia.

Le parole di ieri di Donald Trump

Quello che ha detto Trump ieri non fa pensare alla soluzione migliore nel rapporto tra USA e Huawei

At this moment looks much more like we are not going to do business

Secondo il presidente americano, al momento la prospettiva è a tinte fosche, ma pare che allo studio del governo ci sia un’azione “parziale”, che blocchi cioè le attività considerate pericolose per lasciare invece uno spiraglio per quelle che non presentano rischi per la sicurezza.

Sarebbe possibile fare business, escludendo però attività rischiose per la sicurezza del paese, opzione che lo stesso Trump ha definito “very complicated”

Cosa succede ora?

Difficile dirlo, perché nessuno ha chiaro in mente cosa stia succedendo. Oggi probabilmente arriverà una deroga di altri tre mesi, ma non esiste ancora certezza.

E se ci fosse un’ulteriore deroga di tre mesi, questo potrebbe condizionare il lancio di prodotti o le attività commerciali programmate?

Il lancio di HarmonyOS della scorsa settimana, con le informazioni trapelate successivamente sull’arrivo anche di una app per la navigazione chiamata Map Kit, non fanno pensare ad uno scenario ottimistico.

Ma per ora l’unica certezza è che non ci sono certezze.

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Provocare è il mio sport preferito.
Papà di un utente di iPad dipendente da Minecraft.

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