Con le molte ore di audizione di Mark Zuckerberg davanti alla commissione congiunta di Washington, ieri abbiamo visto il “processo a Facebook“? Dopo tutte le ore spese ascoltando domande e risposte, un interrogativo sorge spontaneo: cambierà qualcosa dopo l’audizione del numero uno della società che detiene Facebook, Instagram e anche Whatsapp?

Al processo di Norimberga, dopo la seconda guerra mondiale, non c’ero e dato che non era ancora il momento di YouTube non è facile trovare documenti che lo mostrino: però, per qualche ragione, lo immagino simile a quello che ho visto ieri in diretta dagli Stati Uniti, con Zuckie al centro di una specie di ring e intorno la “pubblica accusa” che sparava una raffica di domande sul tema del contendere.

processo a Facebook

Audizione di Mark Zuckerberg: quanto era preparata la politica?

La cosa più interessante da vedere ieri era (secondo me) il rapporto tra i due mondi: la Silicon Valley che è avanti anni luce e Washington che invece sembra ancorata ad un mondo che sta velocemente sparendo. Deve rallentare il primo o accelerare il secondo? O forse, con la famosa “terza via” le due anime dell’america (mai così divisa) dovrebbero lavorare insieme, nell’interesse della nazione? Difficile capire come si muoveranno i due protagonisti nei prossimi mesi: il capo di Facebook ha assicurato che ci sarà un contatto diretto con l’azienda, ma ha anche specificato che non sarà lui.

Durante l’audizione ho visto un Mark Zuckerberg che all’inizio era impacciato, quasi timoroso, poi è diventato via via sempre più spavaldo, salvo accusare i colpi dei politici che sembravano i più preparati sul tema.

E un argomento centrale forse è proprio questo: molti degli interlocutori di Mark Zuckerberg ieri erano rappresentanti politici “su d’età”, che in alcuni casi leggevano chiaramente documenti preparati da terzi, ma davanti alla richiesta di ulteriori informazioni o di un’esposizione diversa della domanda, non sapevano articolare bene l’argomento.

Era il chiaro segnale che quei signori  parlassero di qualcosa che non conoscevano o su cui avevano nozioni molto superficiali. Chi ha questo grado di conoscenza su uno specifico tema può mettere in pista una legge equa? Nello specifico caso, possono quelli che abbiamo visto ieri in tv zoppicare sul tema delle dinamiche web creare una regola che rispetti il diritto  di evolvere di un mercato e allo stesso tempo ottemperi al dovere di tutelare i propri cittadini?

Sarà questa la sfida del futuro, ma sarà possibile vincerla solo se noi daremo qualche segnale di reale interesse sul tema privacy, altrimenti rimarrà una sfida politica lontana dalle nostre abitudini di tutti i giorni.

Audizione di Mark Zuckerberg: “Ci vuole dire dove ha dormito ieri notte?”

Durante l’audizione di Mark Zuckerberg ci sono stati alcuni momenti molto particolari, quasi curiosi, come quando un senatore democratico ha chiesto al numero uno di Facebook: “ci vuole dire dove ha dormito ieri notte?”

La risposta è stata riluttante: “ehm…” silenzio. “preferirei di no”.

Quindi altra domanda. “mi dà per favore informazioni su chi sono le persone a cui ha scritto un messaggio nell’ultima settimana?”

La risposta: “no, preferirei che non fossero informazioni pubbliche”.

Ecco, la base della questione è tutta lì.

Altro passaggio interessante è stato relativo alla posizione di monopolio: Mark Zuckerberg non ha saputo fare nomi di chi sarebbe l’alternativa sul mercato a chi volesse “cambiare auto”. Su questo i politici hanno insistito molto e sarà probabilmente un asse della futura legge sul tema dei social e della gestione dei dati riservati.

Audizione di Mark Zuckerberg: cosa succederà adesso?

Alla fine dell’evento, da più parti, compresa quella del capo di facebook, Instagram e whatsapp è arrivata l’invocazione di una nuova legge. Il punto è capire se riusciranno a farne una che sia buona, oltre che nuova, e sappia essere bilanciata ed equilibrata, anche in vista del futuro e delle tecnologie ormai prossime.

Un piccolo giallo ieri, nel corso dell’evento, quando è stata fatta una pausa e Mark ha dimenticato il suo libro degli appunti al tavolo dove era seduto: un regalo a chi sul web ha subito scagliato attacchi sulla sua capacità di conservare la segretezza di dati personali.

Un altro dettaglio singolare è arrivato da una delle risposte date ad uno dei senatori presenti: “Facebook sarà sempre gratis?” Sibillina la risposta di Zuckie: “ci sarà sempre una versione gratis di Facebook?”. Cosa significa questo? Che ne avremo anche una a pagamento?

Ieri anche un po’ di colore, con un attivista in sala che seguiva l’audizione vestito da troll russo, l’america è anche questa, perché da noi non l’avrebbero fatto entrare.

Sooo davvero super curioso di capire cosa succederà nei prossimi mesi. Fuoco di paglia, tempesta in un bicchiere d’acqua o tema portante per l’amministrazione americana. Ce lo dirà il tempo, ma trovo difficile regolamentare un settore che corre più veloce di chi lo controlla.