Ho cominciato ad usare da qualche giorno la nuova versione del software su Pixel 3 XL e le novità sono tantissime, ma invisibili all’occhio distratto

La settimana scorsa Google ha annunciato la nuova versione del suo sistema operativo, cerchiamo di capire cosa cambia in Android Q.

Una premessa: se qualcuno di voi sperava in una rivoluzione copernicana con l’arrivo di Android Q, avrà una cocente delusione, perché le modifiche, almeno per ora, sono davvero contenute e quasi tutte “sotto il cofano”.

Vi faccio in primo luogo notare che il logo di Android Q nasconde un 10: lo dico perché l’ho mostrato a 3 persone e nessuno ci ha fatto caso, spero che i grafici di Google non abbiano cristi nervose per questo! 🙂

Il pannello notifiche e le gestures

La prima novità è visibile in alto a destra, dove ora compaiono le informazioni relative all’intensità del segnale e alla durata della batteria.

Cosa cambia in Android Q

Come potete notare c’è un’indicazione di quanto sia la durata rimanente stimata dal sistema operativo.

La novità più rilevante che noterete usando lo “swipe” verso il basso è però un’altra: la cancellazione delle notifiche.

In android 9 era possibile fare un movimento orizzontale in una delle due direzioni e la notifica veniva comunque cancellata.

Ora invece potete solo andare da sinistra a destra per cancellare la notifica, perché la direzione opposta aprirà invece il menù di gestione delle notifiche.

Anche qui una novità: ci sono tre opzioni anziché due. Una per mostrare le notifiche, una per nasconderle e una terza per mostrarle ma silenziosamente.

Altra differenza importante: prima il testo era scritto parte in Google Sans e parte in Roboto (sono i font usati…), adesso invece è tutto Google Sans.

Gli screenshot

Adesso gli screenshot hanno la stessa forma del vostro display, quindi se avete il notch, l’immagine avrà il profilo nero della canottiera. Il notch vi seguirà ovunque, anche nelle immagini che ricavate dal vostro telefono.

Il wifi

Dal menu del wifi c’è una voce di condivisione della rete, che permette di generare un codice QR per rendere facile la trasmissione delle informazioni ad altri dispositivi.

Nell’area delle impostazioni ci sono anche nuove voci “privacy” e “location”, che dovrebbero funzionare come su iOS, ma per ora all’interno ci sono solo vecchie opzioni che già conosciamo.

Alcune delle voci delle impostazioni potranno apparire come forma di “pop up” dentro le app. Quando ad esempio serve attivare la localizzazione, non sarete più costretti ad uscire dalla app e passare al setup, perché l’opzione vi apparirà direttamente dentro la app nella forma del pop-up.

I temi

Abilitando l’opzione sviluppatore, compare un’altra delle novità di Android Q, i temi o qualcosa che assomiglia ad una personalizzazione più spinta di quanto sia mai stato possibile sfruttare in passato.

Con la personalizzazione che trovate nel menù sviluppatore, scegliete il colore del cosiddetto “accento” e anche il font da usare nel dispositivo.

C’è anche un’opzione che attiva una visualizzazione “dark” quando mettete uno sfondo che si adatta ad una visualizzazione più scura.

Diciamo che la passione di Google per il dark aleggia nell’aria già da tempo, che sia la volta buona per una modalità scura?!?

In realtà una “dark mode” c’è già, ma è collegata al sistema di risparmio della batteria e purtroppo oltre ai colori scuri ci sono anche riduzione dei processi in background e altre limitazioni che sono state implementate per ridurre il consumo di batteria.

Controllo della privacy

Pare che su questo fronte siamo di fronte ad un lavoro ancora in fase di sviluppo, però c’è già una novità importante, perché c’è una opzione in più. Se prima era possibile solo dare consenso oppure negare l’accesso ad un determinato dato, adesso è possibile concedere l’accesso al dato solo durante l’uso della app, come succede su iOS

La novità più rilevante di Android Q sarà invece relativa al blocco delle operazioni in background da parte del sistema operativo. Bloccherà i malware, ma potrebbe rendere problematico l’uso di app che facciano la funzione di orologio e che gestiscano le telefonate.

Anche l’accesso alla memoria è più selettivo: le app potranno gestire l’accesso a singole aree della memoria, cioè solo le foto, o solo la musica.

Il menù condivisione

Cambia il menù condivisione, che pone sempre come prima opzione la copia di un link, quindi un menu dinamico, che dopo qualche secondo vi mostra i contatti più frequenti, che verosimilmente sono quelli a cui vorrete mandare il contenuto che state per condividere.

La volontà di Android Q è di andare oltre quello che succedeva in passato, quando aprendo il menù di condivisione venivano caricate tutte le app in grado di recepire la condivisione.

Ora gli sviluppatori possono compilare una lista di opzioni disponibili, rendendo l’uso più semplice ed immediato.

Queste sono solo alcune delle novità di Android Q, ma la strada che vedrà impegnati gli ingegneri di Google prima della sua pubblicazione è ancora lunga. Di fatto, la stabilità è già notevole e tutto sommato l’uso non è così fastidioso.

Per una prima beta, siamo già ad un livello discreto.

Chi è l'autore

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1 Commento

  • Spero vivamente, anche se non possiedo un Android col notch, che l’idea geniale di riportarlo negli screenshot sia solo un problema legato alla beta.

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