Finalmente dopo anni di indecisione, le ho messe in casa

Finalmente le luci Philips Hue sono entrate a Gadget House, con un colpevole imperdonabile ritardo rispetto al loro arrivo sul mercato, ma ognuno di noi ha qualche muro psicologico e il mio era l’ordinazione del Philips Hue Bridge, l’elemento base dell’architettura inventata da Philips.

Faccio un paio di passi indietro: avete mai visto Philips Hue in uno dei negozi di elettronica? E’ un sistema di illuminazione domestico che potete governare con il vostro smartphone o tablet, piuttosto che con i pulsanti senza fili che potete acquistare a parte.

Il punto di forza sta nel fatto che sono banali lampadine collegabili alle lampade con attacco E27 (quello grande) ma trovate anche la versione a baionetta, le GU10, così come quelle con attacco B22; le lampadine si comandano con un normale interruttore a scatto, quindi sono compatibili anche con i vecchi impianti elettrici domestici, ma poi hanno al loro  interno un protocollo di comunicazione wi-fi attraverso cui si controllano luminosità, colore, intensità e si possono all’occorrenza accendere e spegnere.

Il cuore del sistema è il cosiddetto Hue Bridge, per far funzionare Philips Hue questo è il pezzo fondamentale da ordinare: on line trovate un kit con il bridge e due lampadine a circa 79 euro.

Installarlo è facilissimo: collegate il Bridge al vostro router via cavo, quindi all’alimentazione e dopo pochi secondi siete pronti ad abbinarlo al vostro smartphone semplicemente premendo un pulsante. Potete installarlo in posizione “nascosta”, ma è meglio se è comunque raggiungibile perché per ogni nuovo abbinamento vi servirà premere quel pulsantone centrale.

Philips Hue è anche compatibile con Homekit di Apple e in questo caso l’installazione cambia leggermente, perché una volta agganciato il bridge alla rete e all’alimentazione dovrete inquadrare con l’iPhone il codice che trovate sulla parte posteriore della centralina, sono otto numeri che rappresentano il codice univoco di prodotto.

Una volta agganciato il Philips Bridge con il vostro smartphone, diventa un gioco da ragazzi riuscire a controllare le lampadine: per farlo dovrete creare “stanze”, a cui vanno abbinate le lampadine che avrete installato.

Potrete anche dare un nome ad ogni singola lampadina, per poter capire cosa state utilizzando. Quando state facendo questo lavoro, ogni volta che cliccate sui comandi di una di esse, questa fa un flash per farvi capire su cosa state operando.

Io, ad esempio, con quattro lampadine in casa, ne ho tre in soggiorno e una in cucina. Non cambia niente nell’uso di tutti i giorni, perché si accendono e spengono come normali punti luce, ma poi all’occorrenza posso aumentare o ridurre l’illuminazione, cambiando l’intensità a seconda dell’esigenza con un semplice click.

L’utilità? Presto detto: con tre lampade da terra dentro il soggiorno, azionate da tre interruttori diversi, posso agire sull’intensità in un colpo solo senza dovermi spostare da un angolo all’altro della stanza per agire manualmente sui potenziometri, che spesso non sono compatibili con le luci led.

Come già anticipato, l’alternativa all’uso della app è l’adozione dei pulsanti wireless che sono installabili ovunque dentro casa, ma non mi piace molto perché sono diversi da quelli che ho installato a casa.

Non è una novità dell’ultimo minuto, è in circolazione da un sacco di tempo, ma con la discesa dei prezzi della centralina, potrebbe una soluzione per farvi un regalo di Natale divertente.

Non vi aspettate che qualcuno capisca la vostra passione e le compri per voi, fatevi avanti e divertitevi il giorno di Natale!

Le lampadine non costano pochissimo, perché siamo intorno ai 20 euro per la singola lampadina (senza colori alternativi) ma se ci pensate una buona lampadina led (ho detto buona…) costa 10/12 euro, per cui è sostenibile.

Se invece volete lampadine con più colori saliamo fino a 40 euro, ma stiamo parlando di prodotti di tipo diverso e con prerogative molto differenti.

C’è qualche altro utente Philips Hue nei dintorni?!?

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5 commenti

  • Io le ho installate quelle RGB ma poi le ho “trasferite” in ambienti come bagni e camera da letto (funzionano bene, niente da dire). In soggiorno però ho installato lampadine e striscie led (tutte RGB) della Xiaomi/Yeelight (costano 16€ quelle a colori e 30€ le striscie led RGB) le quali non hanno bisogno del bridge (ognuna si connette in automatico alla rete wifi e sono controllabili da smartphone). Inoltre l’App di Xiaomi è più semplice (anche se ha qualche funzione in meno rispetto alla philips) ma vanno benissimo. Sono programmabili, puoi creare i gruppi e ci sono scene e flow preimpostati (che è poi quello che uso). Brutto da dire ma ad un prezzo nettamente inferiore il soggiorno la sera ha cambiato faccia per non parlare della comodità della gestione. Le Hue hanno quel qualcosa in più anche a livello di famiglia di prodotti/accessori ma a mio avviso non valgono il salto di prezzo soprattutto per quanto riguarda la striscia led (parlo da possessore di Xiaomi e Hue).

  • Bel prodotto !Philips è sempre stata avanti . Ricordo ancora le candele elettroniche che si accedendevano scuotendole,prese in Olanda. Ora sono diventate ricaricabili via usb . Però lampadine così sono fantastiche e con i prezzi poi di Xaomi quasi quasi ci faccio un pensierino . 🙂

    Io le ho trovate qui

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