Tantissime le novità introdotte a Mountain View durante il keynote che apre l’appuntamento dedicato agli sviluppatori

Quali sono le novità principali di Google I/O, la conferenza per gli sviluppatori di Google? Ecco le cose che vale la pena sapere.

Sundar Pichai ha aperto il keynote, anticipando che molte saranno le novità per un’azienda che si sta trasformando da una realtà che risponde a miliardi di domande ad un’altra che aiuta a fare cose.

La ricerca cambia con la realtà aumentata

novità Google I/O

Molte le novità che sono state introdotte anche nella ricerca, dove i modelli 3D degli oggetti e il loro inserimento nella vita reale attraverso la realtà aumentata sono all’ordine del giorno.

Google Lens cresce in modo significativo rendendo interattiva l’esperienza d’uso di prodotti tradizionali come i giornali. Puntando la fotocamera del telefono ad una rivista sarà possibile vedere contenuti interattivi spuntare dalla carta.

Infine, è stata introdotta una nuova app per i telefoni di fascia bassa, che servirà per le ricerche perché siano più efficienti, si chiama Google Go.

Realtà aumentata e intelligenza artificiale sono i pilastri intorno a cui sono costruiti i nuovi servizi collegati alla ricerca.

Uno degli obiettivi è quello di facilitare l’accessibilità ai servizi e la comprensione dei testi in lingue diverse da quella nativa.

Sundar Pichai è tornato sul tema di duplex, il servizio di intelligenza artificiale capace di fare telefonate al posto nostro. E’ stato esteso a 44 stati negli Stati Uniti e da quest’anno migliora la sua usabilità con l’estensione ad altre attività sulla rete partendo dai dati che conserviamo sul telefono.

Potrete prenotare un’auto a noleggio partendo dalle informazioni del vostro calendario.

“prenota un’auto per il mio prossimo viaggio”. Super cool. Scordiamoci di vederlo da noi prima dei prossimi 43 anni.

Il nuovo servizio si chiamerà duplex on the web e arriverà nel corso dell’anno, verosimilmente all’evento di Google di ottobre.

L’assistente virtuale di Google

Le risorse necessarie per il funzionamento dell’assistente di Google sono state ottimizzate a tal punto da rendere possibile il suo inserimento nell’hardware del telefono, senza bisogno di consultare un server on line.

Tutto quello che viene fatto dall’assistente viene fatto all’interno del telefono senza bisogno dell’intervento di un server esterno.

La velocità con cui l’assistente compie queste azioni è impressionante.

Così come notevole è l’interazione con diverse applicazioni.

Il nuovo assistente arriverà in autunno nei nuovi Pixel.

Altra novità fondamentale dedicata all’assistente di Google è il suo uso in auto, dove potrete utilizzarlo anche dentro Waze.

Verrà introdotto anche un nuovo “driving mode” che semplifica l’interfaccia del telefono per mostrare solo le informazioni che vi possono aiutare mentre siete alla guida, con il solo controllo della voce.

Il Driving Mode sarà disponibile la prossima estate con l’arrivo di Android Q.

L’intelligenza artificiale per tutti

Uno degli obiettivi di Google dichiarati quest’anno è l’estensione dell’uso dell’intelligenza artificiale a quante più persone possibile, ottimizzando il funzionamento del “machine Learning”

Privacy al centro dei nuovi servizi

Uno dei temi dell’apertura di Google I/O è stato ovviamente quello della privacy. Dico ovviamente perché la sensibilità sull’argomento sta crescendo in modo esponenziale e anche Google ha portato il suo contributo.

Sundar Pichai ha confermato l’arrivo della cancellazione automatica delle informazioni relative alle nostre posizioni.

Ma lo sforzo più generale è quello di rendere più accessibile il controllo delle informazioni che gli altri vedranno. Viene introdotta una nuova modalità “incognito” in Maps, che si comporterà come quella di Chrome, evitando di registrare qualunque attività verrà fatta con maps.

Entro la fine dell’anno, incognito mode arriverà anche sulla ricerca.

Anche l’autenticazione a due fattori diventa più semplice e più sicura. Non usarla è un crimine, siete avvisati.

Live Caption

Google è al lavoro per l’introduzione di strumenti che aiutino l’inclusione di coloro che hanno disabilità. Live Caption è uno strumento eccezionale per tradurre in testo in tempo reale cioè che gli smartphone catturano con l’audio.

Live Caption è uno strumento eccezionale per coloro che non possono parlare o hanno difficoltà nel sentire.

Ci saranno anche nuovi modelli di comprensione del sistema “speech to text” creati grazie al Project Euphonia, il cui obiettivo è permettere a coloro che hanno difficoltà di parola di parlare con l’assistente di Google.

Le novità di Android 10 (Q)

Ci sono in questo momento 2.5 miliardi di prodotti con Android nel mondo.

Ci saranno 180 diversi produttori coinvolti nella realizzazione di smartphone con Android Q, che avrà funzionalità pensate per l’utilizzo con gli smartphone che hanno schermi flessibili.

La continuità tra gli schermi è una delle funzionalità più utili con questa categoria di prodotto.

Il nuovo Android Q sarà costruito intorno alla ormai prossima esplosione delle reti 5G. Ci sono già più di 20 telefoni già pronti al lancio che hanno Android a bordo e sono compatibili con le reti 5G.

Il nuovo Android Q porterà la soluzione Live Caption su larga scala per tradurre in tempo reale la voce in testo scritto.

Android 10 introdurrà anche smart reply ovvero il suggerimento “contestualizzato” delle risposte che funzionerà per tutte le app di messaggistica nella barra delle notifiche.

In Android 10 ci sarà il tema scuro, che molti volevano da anni.

Il secondo tema centrale di Android 10 sarà la sicurezza, che rappresenta una sfida importante per il sistema operativo più diffuso del mondo: ci saranno 50 nuove funzioni per la gestione di sicurezza e privacy.

Sarà più facile gestire il controllo delle posizioni e la loro condivisione con terzi.

Google aumenterà gli sforzi per farci usare meno il telefono con digital wellbeing, ma anche grazie alla nuova modalità focus mode, che permetterà di disattivare molte funzioni del telefono per non avere distrazioni.

L’età media dei bambini che hanno il primo telefono negli USA è scesa ad 8 anni, per questo motivo è stato reso più efficiente il parental control.

Google Home & Nest si fondono in Nest

I team di Google Home e Nest si fondono con il nome di Nest e l’unione dei due mondi apre la strada ad una serie di nuovi prodotti perché la casa sia d’aiuto oltre che smart.

Google in primo luogo pubblicherà informazioni chiare sulla gestione dei dati.

Google Home si chiamerà Nest Hub e avrà una nuova versione chiamata Nest Hub Max, a cui è stata aggiunta una webcam e messo uno schermo con diagonale più grande.

Funzionerà anche come camera di sicurezza e avrà un indicatore luminoso che mostrerà quando webcam e microfono in uso.

La webcam userà una soluzione chiamata Face Match per riconoscere chi guarda lo schermo e mostrare le informazioni relative solo all’utente che usa il dispositivo in un determinato momento.

(In evoluzione)

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Provocare è il mio sport preferito.
Papà di un utente di iPad dipendente da Minecraft.

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