Dopo la chiusura degli stabilimenti in Cina prosegue la riorganizzazione di Samsung

Grandi manovre in casa Samsung che sta riallocando da Wingtech alcune delle attività produttive nel tentativo di ottimizzarne i costi.

una voce non confermata specifica oggi che il colosso coreano sarebbe prodotto ad affidare ad un’azienda cinese chiamata Wingtech la produzione di circa 60 milioni di unità delle serie Galaxy A.

L’obiettivo è quello di un abbassamento dei prezzi di vendita in zone come l’India, dove Samsung ha perso quote di mercato nei confronti dei produttori cinesi che riescono ad applicare prezzi più aggressivi.

Samsung wingtech

Il produttore è lo stesso che realizza dispositivi per Xiaomi e questo potrebbe essere un problema di sicurezza, ma anche nel complesso di controllo della qualità costruttiva.

Ma quale è il vantaggio? Pare che gli ODM possano comprare componenti a prezzi più convenienti rispetto ad aziende come Samsung e la stessa Xiaomi, addirittura con un risparmio del 10/15% e questo permetterebbe di abbassare il prezzo di vendita anche di 20/25 dollari rispetto a quelli attuali.

Questa non è una novità assoluta, perché Wingtech ha già prodotto il 3% dei dispositivi Samsung, che dovrebbero crescere fino all’8% di quest’anno e arrivare al 20% dei prossimi anni.

Il dettaglio non ci cambia la vita, ma la decisione di rinunciare a parte della produzione è un segnale di come stia cambiando velocemente il mercato e di come le dinamiche produttive siano oggi condizionate dall’ossessione della competitività sui prezzi.

E l’effetto Cina. Ed è da capire se è cosa buona.

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