Una nuova mossa per contrastare Facebook Live

C’è molto fermento dalle parti di YouTube, dove la pressione della competizione si fa sentire molto forte: da quando sono arrivati Periscope e  Facebook Live, a cui si aggiungono sempre più soggetti in grado di fornire servizi di pubblicazione di video, in alcuni casi anche in diretta, molto cose stanno cambiando nell’organizzazione della piattaforma che fino a poco fa era l’unico vero gigante della pubblicazione di video.

Qualche settimana fa è stato spostato il numero minimo di abbonati per poter chiedere la monetizzazione, alzandolo, adesso invece si percorre la strada inversa per accedere alla diretta da Mobile. Fino a poco fa era necessario avere almeno 10.000 iscritti, ora invece la soglia scende a 1.000 “abbonati”.

Una volta raggiunti i presupposti per poter accedere al servizio, basterà scaricare la app “creator studio” e abilitare la diretta, quindi dal proprio smartphone anche dall’applicazione YouTube, basterà cliccare sull’icona della fotocamera per scegliere di andare dal vivo.  I video realizzati in diretta saranno salvati automaticamente.

L’abbassamento della soglia era scelta inevitabile per tenere il passo con la crescita di Facebook Live che sta migliorando drasticamente la propria offerta e probabilmente potrebbe diventare ancora più forte se dovesse adottare il modello del revenue sharing, cedendo una piccola quota dei guadagni pubblicitari a chi produce i video.

La differenza principale tra Facebook e YouTube, per coloro che producono video, è tutta lì. Con la piattaforma di Google qualcosa si guadagna, anche se proporzionalmente molto poco, mentre con quella di Mark Zuckerberg, tanto per cambiare, guadagna solo lui.

Ma ho la sensazione che anche Facebook Live sia pronta al grande salto per fare una competizione vera a tutti gli altri soggetti in campo. L’importanza strategica del video cresce di mese in mese, l’engagement dato dalle produzioni video è di gran lunga superiore rispetto a materiali scritti e fotografie, ma perché i creatori dovrebbe preferire una piattaforma gratuita rispetto a cui corrisponde una percentuale?

Zuckerberg lo sa, tiene duro, ma prima o poi la scelta sarà inevitabile. Intanto, risponde YouTube, che contribuirà alla diffusione di video di cani che ballano, di dirette di festeggiamenti di compleanni dei nonni, di cui poco ci frega, ma oggi va così.

Quanto meno sarà difficile trovare un assassino pronto a fare streaming in diretta delle sue azioni criminali con 1.000 fans. Forse.

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